Recensione di The Horrors – ‘Night Life’: un ritorno agli abissi della notte più oscura

In modo simile alla famosa dichiarazione del biologo Stephen Jay Gould secondo cui “non esiste un pesce”, si potrebbe anche (provocatoriamente) sostenere che “non esistono The Horrors”. Il principio di Gould serve a sottolineare che la parola “pesce” è un termine generico usato per descrivere molti diversi vertebrati acquatici spesso non correlati. “The Horrors” è un termine simile, uno che descrive una band in costante metamorfosi, che emerge con ogni nuovo album come una specie tassonomica praticamente diversa.

Un viaggio musicale

La band ha trascorso i suoi 20 anni di carriera attraversando vari regni musicali, passando dal giovane goth punk, allo shoegaze splendente, al neo-psichedelico brillante, alla brutalità techno e ora, nel dark electro-rock. Tuttavia, i loro migliori lavori – in particolare il brillante ‘Primary Colours’ del 2009, insieme a questo ultimo album – li vedono trascendere il pastiche di genere e immergersi in una serie di paesaggi sonori densi, singolari e potenti.

Il ritorno alle origini

Considerando il loro nome, le origini e l’estetica goth persistente (il frontman Faris Badwan assomiglia ancora a Nosferatu se vivesse a Hackney), poche delle uscite dei The Horrors hanno mai veramente dato la sensazione di essere avvolti da un seducente velo di oscurità gotica. Lo schema di colori vantablack di ‘Night Life’ va in parte a correggere questo. Queste nove tracce ritirano le chitarre pesanti di pedali e i sintetizzatori scintillanti che erano diventati prominenti nella loro discografia, a favore di linee di basso cupe, batterie processate e la voce baritonale e contenuta di Badwan.

Un album di contrasti

The Horrors presentano una galleria di delizie oscure e uniche. ‘The Silence That Remains’ incapsula la palette crepuscolare di ‘Night Life’. Privo di quasi qualsiasi chitarra riconoscibile, questo brano techno-rock pulsante lascia che la sua linea di basso e le batterie cinetiche guidino questo brano emozionante e completamente originale. L’apertura ‘Ariel’ è un capolavoro fuori dagli schemi; cinque minuti di bellezza nero-jet che evita strutture familiari al servizio di un brano pop comunque accessibile, che culmina in un’esplosione mozzafiato di elettronica astratta.

Un’evoluzione continua

Non tutte le tracce raggiungono queste vette. ‘Trial By Fire’ è un intenso brano rock industriale che è impressionantemente potente, ma manca dell’atmosfera che rende i punti salienti sopra menzionati così avvincenti. Tuttavia, nel suo insieme (nero), ‘Night Life’ è un ritorno impressionante da parte di una band che ha impiegato molto tempo per metamorfosarsi in questa forma attuale favolosa.

Un viaggio attraverso il tempo

Osservando oggi la loro discografia, è come se The Horrors fossero arrivati nelle prime ore del mattino, avessero attraversato le fasi luminose del giorno, attraverso la gloria vibrante del primo pomeriggio e ora fossero tornati nelle profondità della notte più oscura. Sembra che questo sia il luogo a cui appartengono.

Dettagli

Etichetta discografica: Fiction Records

Data di uscita: 21 marzo 2025

 

Fonte: NME

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Autore

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