Quel titolo – Adolescenti interrotti (Feltrinelli) – rimanda subito al film del 1999 con Winona Ryder e Angelina Jolie. Non a caso, il libro del neuropsichiatra infantile Stefano Vicari inizia con la storia di Martina, arrivata al pronto soccorso con profondi tagli alle braccia e alle gambe. Prima di perdere coscienza ha inviato un messaggio alla madre che, spaventata, è corsa a casa e ha chiamato i soccorsi. Martina è ovviamente un nome di fantasia, ma lei esiste davvero, è una dei tanti che arrivano nel reparto di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, che Vicari dirige. È tra quelle corsie che sono nate queste pagine, un allarme che chiama in carico famiglie e scuola, perché il malessere che lui incontra ogni giorno rischia di esacerbarsi con il tempo, facendo la differenza tra vite aperte al futuro e vite “interrotte”.. Dottore partiamo dai dati. Purtroppo, non sono una novità ma ripeterli è importante.. “Ogni anno si contano nel mondo 46mila suicidi tra gli adolescenti, più di uno ogni 11 minuti. Secondo un report di Unicef, più di un minore su 7, tra i 10 e i 19 anni, convive con un disturbo mentale diagnosticato. Il 20% dei ragazzi tra i 15 e i 24 dichiara di sentirsi spesso depresso. L’incidenza dei disturbi mentali aumenta con l’età: se siamo intorno al 10% trai 5 e i 9 anni, passiamo al 19% dopo i 10, con una lieve prevalenza tra le ragazze. Potrei andare avanti…”. Non è sempre stato così.. “Esatto, l’aumento dei disturbi mentali tra ragazze e ragazzi è in costante crescita da almeno un decennio. Uso i dati che tocco con mano ogni giorno visto che lavoro in prima linea: le visite d’urgenza al Bambino Gesù sono rimaste stabili per molti anni, fino al 2013. Poi hanno cominciato a salire, arrivando a 5 consultazioni al giorno: la maggior parte sono ragazze e ragazzi con gravi comportamenti autolesivi, ideazione e tentativo di suicidio. Come Martina, appunto”.. Quando compaiono i primi casi?. “L’ansia inizia a manifestarsi a cinque anni, quindi parliamo di bambini in età prescolare. Crescendo la situazione peggiora sempre di più”.. Nel libro Generazione ansia (Rizzoli), lo psicologo americano Jonathan Haidt sostiene che è il 2010 l’anno in cui è cambiato tutto per i ragazzi. Lei parla del 2013, direi che sostanzialmente siete d’accordo: qualcosa è successo e in quel momento non ce ne siamo accorti.. “Dal 2011 circa hanno iniziato a diffondersi nuove forme di dipendenza, i ragazzi usano i cannabinoidi già in prima media, un tempo la soglia dell’età di accesso era più alta. E poi è comparsa la prima fotocamera nell’iPhone, gli smartphone hanno cominciato a diffondersi perché il prezzo si è abbassato, oggi siamo arrivati al punto che è diventato il regalo per la Prima Comunione: i bambini, in media, trascorrono sei ore davanti allo schermo – gli adolescenti 9 – facendone un uso incontrollato.
Fonte: La Repubblica
