Bob Dylan
Un maestro di ciò che molti considerano “poesia lirica”, Bob Dylan ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nell’ottobre 2016, riaccendendo il dibattito di lunga data sul fatto che i testi delle canzoni debbano essere considerati poesia. Per molti, il successo di un testo musicale dipende dalla musica che lo accompagna, dalle voci che lo cantano e dalla performance stessa, il che significa che non può essere considerato poesia. Tuttavia, prima della parola scritta, la poesia veniva eseguita e trasmessa attraverso il canto. Ciò che distingue la poesia dalla prosa è il suo impatto, che dipende da una musicalità nel linguaggio e nel ritmo, molto simile a un testo musicale. Comunque la si veda, ci sono molti musicisti che sono poeti agli occhi dei loro fan, e i loro testi sono presi sul serio oggi, studiati nelle aule e pubblicati come collezioni annotate in edizione rilegata.
John Lennon
Oggi è difficile immaginare un membro della band più grande del pianeta che pubblichi un paio di volumi di poesia assurda pochi anni dopo l’inizio della loro carriera. Ma con la pubblicazione di In His Own Write e A Spaniard In The Works, rispettivamente nel 1964 e ’65, è esattamente ciò che John Lennon ha fatto. La sua poesia, proprio come i suoi testi, dimostrava la sua visione del mondo idiosincratica, deliziandosi nel gioco di parole e nelle visioni surrealiste, e spesso attingendo a eventi profondamente personali e traumatici. Prendiamo, ad esempio, “Our Dad”, che inizia con “It wasn’t long before old dad/Was cumbersome – a drag/He seemed to get the message and/Began to pack his bag.” Non è affatto un’esagerazione paragonare questa poesia sull’abbandono della sua famiglia da parte del padre con testi di canzoni altrettanto sinceri come “Mother” e “Julia”.
I testi di Lennon maturarono rapidamente mentre i Beatles raggiungevano il successo. Mentre la supplica di “Please Please Me” era semplice come veniva, ben presto il lavoro di Lennon divenne ambiguo e apparentemente pieno di diversi significati contemporaneamente (“A Day In The Life”, “Happiness Is A Warm Gun”, “I Am The Walrus”), mentre il suo lavoro da solista lo trovò capace di grande vulnerabilità (“Jealous Guy”), vitriolo (“Give Me Some Truth”) e comunicazione di massa attraverso messaggi universali (“Imagine”).
Paul McCartney
Il partner di scrittura di John Lennon non era certo da meno in termini di abilità lirica. Nel corso di una carriera straordinaria, Paul McCartney ha dimostrato una notevole capacità di creare testi che risuonano profondamente con il pubblico. La sua abilità nel raccontare storie attraverso la musica e la sua capacità di evocare emozioni attraverso le parole lo hanno reso uno dei più grandi cantautori di tutti i tempi. Anche se spesso viene ricordato per le sue melodie accattivanti, i suoi testi non sono mai stati da meno, esplorando temi di amore, perdita e speranza con una sensibilità unica.
Fonte: Udiscover
