Fly By Night: L’Album che Ha Indicato il Futuro dei Rush

Fly by Night occupa un posto speciale nella storia dei Rush. È il secondo album del gruppo, ma il primo con Neil Peart come batterista e paroliere. L’aggiunta di Peart ha trasformato la band, migliorando le loro abilità tecniche e aggiungendo una struttura concettuale. In breve tempo, i Rush si sono evoluti da un solido trio hard rock a una band con ambizioni molto più grandi.

Anthem

Il nuovo corso dei Rush si annuncia con la celebre traccia di apertura “Anthem”. È un arrangiamento tipicamente complesso dei Rush, che offre a tutti e tre i membri la possibilità di brillare: Geddy Lee utilizza già il basso come strumento principale, Peart esegue i suoi abbaglianti rulli di rullante e Alex Lifeson unisce il tutto con un riff maestoso. La musica è esuberante, adattandosi perfettamente ai testi – il primo omaggio di Peart alla filosofa russa Ayn Rand. “Anthem” esprime il suo messaggio di autosufficienza in termini terreni: “Continua a guardare avanti, non serve guardarsi intorno/ Tieni la testa alta sopra la folla e non ti abbatteranno”.

By-Tor & the Snow Dog

Se c’è una traccia che mostra dove i Rush erano diretti, è la lunga “By-Tor & the Snow Dog” di nove minuti. È il primo tentativo del gruppo di creare una traccia epica e multipartita. I testi di Peart raccontano la storia di due creature temibili che custodiscono le porte dell’Ade, impegnate in una battaglia mortale. Tuttavia, è la parte strumentale in tre parti a fare la maggior parte del lavoro: la prima densa e caotica, la seconda una battaglia più strutturata e guidata da riff, seguita dalla calma successiva. Questo brano mostra la loro affinità per il prog rock e anticipa i lunghi pezzi concettuali che appariranno in ogni album dei Rush negli anni ’70.

Best I Can e Fly by Night

Nonostante le innovazioni, in questo album i Rush mantengono un piede saldo nel tradizionale hard rock. Due delle canzoni di Fly by Night sono state scritte prima dell’arrivo di Peart e suonate dal vivo con il batterista originale John Rutsey. “Best I Can” è un breve pezzo rock carico di atteggiamento. Pochi brani dei Rush successivi includeranno sentimenti come “lasciami in pace e fammi rock and roll!” Anche la vita rock & roll ispira la traccia del titolo, con uno dei testi più terreni di Peart sul lasciare casa e seguire i propri sogni musicali.

Making Memories e Rivendell

La grande sorpresa è il resto del lato due. Dopo la canzone del titolo, è il più vicino che i Rush siano mai arrivati a un lato di album completamente acustico. “Making Memories” rientra nella lista molto breve (insieme a “Lakeside Park” del prossimo album) delle canzoni in stile country/folk dei Rush. “Rivendell” è un contendente in questo senso, offrendo un’atmosfera più tranquilla e riflessiva.

 

Fonte: Udiscover

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